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Eugenio - Paolo Romano

Eugenio

Eugenio Nicotera è il pubblico ministero che segue l’indagine sul traffico di rifiuti tossici in cui è stato coinvolto Filippo. Sguardo buono, occhi limpidi, carattere mite ma determinato, Nicotera ha fatto dell’integrità il suo stile di vita. È un uomo dall’aspetto quasi ordinario ma in lui è proprio il fascino della semplicità che colpisce oltre ad una spiccata intelligenza ed apertura mentale. Cresciuto in un quartiere periferico e “difficile” della città, Nicotera è figlio di un impiegato statale e di un’insegnante. Educato alla giustizia e al rispetto delle regole fin da piccolo, è entrato in magistratura spinto da un’autentica passione per il diritto e sicuramente con l’idea di servire lo Stato, ma solo una serie di circostanze lo hanno portato ad occuparsi di indagini legate alla criminalità organizzata. Supportato quindi dal suo acume e dalla sua impeccabile preparazione professionale, Nicotera è arrivato per gradi ad emergere come uno dei magistrati più validi nella lotta alla camorra ed una volta dentro, si è dedicato con tutto se stesso alla causa. Si è occupato anche degli intrecci tra imprenditori, politici e professionisti che scelgono liberamente di contattare e fare affari con la criminalità organizzata. Una mafia in giacca e cravatta, che si muove tra collusioni e connivenze, alla ricerca di vantaggi e favori. Grazie alle sue indagini, Nicotera ha mandato in galera molti boss dei clan camorristici campani, perseverando fino in fondo nonostante le minacce, tanto da spingere gli investigatori a mettergli la scorta, dopo aver scoperto un progetto di attentato ai suoi danni. Da 3 anni Nicotera non muove un passo senza la sua scorta. Vive una vita blindata, ma, nonostante le difficoltà di un quotidiano da giudice di frontiera, Nicotera non rinuncia al piacere che solo l'arte sa dargli. Per molti è un eroe, un esempio di onestà e di coraggio, nonostante lui sia refrattario, per carattere, a ogni forma di protagonismo. Non ha mai cercato di essere un eroe, ma solo di fare bene il suo lavoro, senza cedere a ricatti e compromessi, salvaguardando fino in fondo i suoi valori e la sua

Paolo Romano

Classe 1970, Paolo Romano è nato a Torino, ma si è trasferito a Cantù dopo poco con la famiglia. Cresciuto tra falegnami, basket, ed un "buon e sano" provincialismo, ha incontrato il suo più grande amore, il teatro, proprio a Cantù a 17 anni, quando si è ritrovato un po' per caso alla messa in scena di una commedia di Feydeau: attrazione, sgomento, curiosità furono le prime sensazioni, da lì la volontà di saperne di più. Entra nella compagnia del paese, poi, ironia della sorte, un amico gli chiese di sostituirlo in un villaggio turistico per un mese e si trovò a stare, per la prima volta, quattro mesi lontano da casa ad improvvisare serate di cabaret con dei veri e propri maestri della risata. Da lì il passo verso lo studio è breve: si è formato teatralmente frequentando per due anni il C.T.A. di Milano e diplomandosi come attore nel 1998 al termine del corso quadriennale della Civica Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, fondata da Strehler. Sono stati significativi in questi anni gli incontri con numerosi artisti tra i quali M.Paroni De Castro, M. Consagra, L.De Berardinis, E.De Capitani, D.Fo, I.Kuniaki, C.Martin, M.Navone, C.Pezzoli, G.Solari, M.Wuttke. Dal '92 ad oggi il palcoscenico teatrale lo ha visto protagonista in pièces come "Italo e Fernanda", "Ti racconto il '68", "Voci nel deserto", "Marathon", "Ballando Ballando", "Cattivi soggetti", "Studio su Von Horvatt", "Re Lear", "Come vi piace", "La proposta di matrimonio" e tante altre. Il battesimo televisivo è arrivato con "Sarò il tuo giudice" dove era protagonista con Franco Castellano e Agnese Nano…. In quel periodo faceva anche Camici Bianchi , per poi proseguire con partecipazioni a "Il maresciallo Rocca", "Ho sposato un calciatore", "La Squadra", "Tutti i sogni del mondo", "Il Commissario Manara", "Ho sposato uno sbirro 2", "Distretto", "Don Matteo", "Fuoriclasse", "I Cesaroni", "Provaci ancora Prof" e ovviamente "Incantesimo", la serie dallo strepitoso successo dei primi anni del nuovo millennio, in cui per tre stagioni ha interpretato un ruolo molto amato dal pubblico . Al cinema, protagonista di corti e lungo metraggi come "Luna e le altre", Di Elisabetta Villaggio, "Cuore Sacro" di Ozpetek e altri, si è distinto anche come regista in una docu-fiction che ha vinto il premio Intercultura a Epizephiri film festival 2008. A lavoro è molto serio, ma la sua natura eclettica e brillante non può non venire fuori. Nel tempo libero ama dedicarsi al Tango Argentino dal quale è stato letteralmente rapito grazie alla sua maestra, una splendida ballerina e compagna di vita. Per rilassarsi, ricaricarsi e meditare si dedica al Thai Chi.
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