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I violoncelli di Santa Cecilia: Burt Bacharach - South American Getaway

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    AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
    Sala Sinopoli                   

    I Violoncelli dell ’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

    Rosa Feola
    Soprano

    I VIOLONCELLI DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA
    Gabriele Geminiani
    Carlo Onori       
    Diego Romano
    Francesco Storino
    Bernardino Penazzi
    Francesco Di Donna
    Matteo Michele Bettinelli
    Sara Gentile
    Giacomo Menna
    Danilo Squitieri

     

    Burt Bacharach
    (Kansas City 1928)
    South American Getaway Medley
    (arrangiamento di Francesco Di Donna)

     

    Le musiche in programma
    Tratto dal programma di sala dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
    di Andrea Penna

    Per certi versi la presenza di Burt Bacharach può sembrare piuttosto eccentrica in un programma dedicato alle musiche dell’America del Sud, eppure molti elementi stilistici e modi della musica latina hanno influenzato profondamente la produzione di questa stella del firmamento della canzone statunitense. Nato a Kansas City da una famiglia di ebrei tedeschi, Burt Bacharach ha studiato a New York alla celebre Mannes School, dove fra l’altro ebbe come insegnanti Bohuslav Martinu° e Darius Milhaud.

    Eccellente pianista, inizia la carriera misurandosi con le esigenze, il glamour e il carattere di una grande diva del cinema e della canzone, partecipando alla fine degli anni Cinquanta ai concerti statunitensi di Marlene Dietrich. Nel 1958, ancora tutt’altro che famoso, Bacharach coglie uno strepitoso successo con la canzone Magic Moments, interpretata da Perry Como, che riceve il disco d’oro e diventa un vero e proprio classico, cantato e ricantato negli anni da decine di artisti. Da quel momento inizia la sua felicissima collaborazione con il paroliere Hal David, con cui firmerà un numero vertiginoso di successi fino al 1973, un songbook che non sfigura accanto a quelli di Porter, Gershwin e Kern.

    A partire dai primi anni Sessanta Bacharach inizia a scrivere per diversi grandi interpreti, prima fra tutti Dionne Warwick, con cui stabilisce un sodalizio artistico di lunga durata, creando canzoni di enorme popolarità, con uno stile assolutamente personale e inconfondibile, dai tratti fluidi e sofisticati (la Warwick grazie alle canzoni di Bacharach si guadagnò l’appellativo di “Empress of Easy”). Infaticabile e versatile, Bacharach firma alcune musiche per spettacoli di Broadway e celebri colonne sonore (in tutto vincerà tre Oscar e sette Grammy), da cui provengono alcune delle canzoni più conosciute, come The look of Love (in Casino Royale, del 1967), Alfie (dal film omonimo del 1969, con Michael Caine) affidata alla voce di Cher, South American Getaway e Raindrops keep falling on my head (due “hit” dal film Butch Cassidy del 1969, con Robert Redford e Paul Newman). Dopo la separazione artistica da David, Bacharach conosce un periodo di appannamento, riscattato negli anni Ottanta da una serie di successi, fra cui il famoso brano That’s what friends are for, scritto ancora una volta per Dionne Warwick, in team con Gladys Knight, Elton John e Stevie Wonder, canzone che raccoglie, nel momento più acceso dell’epidemia e delle polemiche discriminatorie, centinaia di migliaia di dollari in favore della lotta all’Aids. Fra le sue canzoni più famose anche la bellissima This guy is in love with you, scritta originariamente per la voce del famoso trombettista Herb Alpert (e cantata in Italia anche da Tony Renis e da Fred Bongusto) e I say a little prayer, che dal 1967 ha conosciuto, a partire dalla splendida versione originale di Dionne Warwick, decine di interpretazioni ed è tornata ciclicamente ai numeri più alti delle classifiche di vendita in tutto il mondo.

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