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Forlì - 10 giugno

Ad alta voce

Toni Servillo legge Salvatore Satta

Ad alta voce

La voce di un grande attore per riscoprire una delle opere chiave della narrativa italiana del Novecento. E’ stato infatti Toni Servillo a proporre di registrare negli studi radiofonici di Napoli quello che George Steiner ha definito “uno dei capolavori della solitudine nella letteratura moderna, se non addirittura di tutti i tempi”, un romanzo di cui l’attore è appassionato ed esperto conoscitore, tanto da spingerlo ad intense esplorazioni, se non veri e propri pellegrinaggi letterari, “in quel nido di corvi che è Nuoro”, sulle tracce del mondo raccontato da Satta, tra le ombre dei suoi personaggi, i destini di giovani e vecchi, ricchi e miserabili, intellettuali e matti di cui è composto questo potente racconto, a metà tra Spoon River e Gattopardo. Un libro che non ebbe alcun successo, quando fu pubblicato nel 1977 dopo la morte dell’autore, da una casa editrice specializzata in opere giuridiche (Salvatore Satta è stato un grande giurista, sul suo monumentale commentario al Codice di procedura civile si sono formate generazioni di studenti), ma suscitò invece l’entusiasmo di Roberto Calasso che lo ripubblicò tre anni dopo. Ne nacque un caso letterario, tradotto in 17 lingue.

Un viaggio in un mondo scomparso, in un tempo inesorabile, sospeso tra arcaismo e modernità nel quale ci guida la voce di Toni Servillo, in un suo speciale percorso attraverso i classici italiani del Novecento, che ha portato il grande attore a proporre negli anni passati la lettura radiofonica Ad alta voce degli “Indifferenti” di Moravia e del “Giorno della civetta” di Sciascia.

 

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