Olha Vozna - Ucraina

Il programma è stato realizzato in collaborazione con il Ministero dell'Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione

e con il cofinanziamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020



Paesi

Senegal

La Repubblica del Senegal è uno Stato dell’Africa occidentale. Il suo territorio presenta caratteristiche ambientali molto diverse tra il nord e il sud. La parte settentrionale del Paese è costituita dal Sahel, una fascia che attraversa l’Africa al limite meridionale del deserto del Sahara, qui le terre sono semi aride; nella parte meridionale invece il territorio rientra nel clima guineano con precipitazioni abbondanti.

Il popolamento del suo territorio è antico e le prime tracce di insediamento risalgono al Paleolitico. In epoche successive l’incontro di popolazioni nere, provenienti da sud-est, e di quelle bianche, provenienti dalle regioni nordafricane, costituisce il nucleo della popolazione attuale. A partire dal XI secolo il Senegal subisce la diffusione dell’islamismo, che è la religione dominante.

Sin dal XV secolo è stato interessato dal fenomeno della colonizzazione da parte di paesi europei: Olanda, Inghilterra e Portogallo. Gli ultimi colonizzatori sono stati i Francesi il cui modello costituzionale, governo presidenziale, e la lingua sono stati adottati dalla Repubblica del Senegal una volta ottenuta l’indipendenza nel 1960.

La popolazione si concentra lungo le coste, soprattutto intorno alla capitale Dakar che con i suoi 5 milioni di abitanti ospita oltre un terzo della popolazione del Paese.

Saint Louis, città che sorge alla foce del fiume Senegal nel nord del paese, è l’antica capitale e dal 2000 fa parte Patrimonio dell’Umanità UNESCO per le sue caratteristiche architetture coloniali e la sua singolarità naturalistica.

L’attività economica più rilevante è ancora oggi l’agricoltura che occupa la maggior parte della popolazione attiva, concentrata sulla coltura delle arachidi di cui il Senegal è uno dei principali produttori mondiali. Tuttavia la crisi economica globale e i cambiamenti climatici costituiscono una minaccia per le attività agricole. La pesca ha subito una forte contrazione a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche. L’industria gode di un discreto sviluppo in campo estrattivo e manifatturiero. Tuttavia una voce importante nelle entrate nazionali è rappresentata dalle rimesse dei numerosi emigrati che raggiungono il 12% del PIL.

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